sabato 16 giugno 2012

Etiopia: chi usa Skype rischia la prigione


Il governo Etiope, riporta Al Jazeera, ha criminalizzato l'uso di Skype ed altri servizi VoIP come Google Talk.
L'utilizzo di servizi VoIP è ora punibile con una pena che arriva fino a 15 anni di reclusione. Nel dettaglio, una chiamata via Internet può costare dai 2 agli 8 anni di reclusione. Questa legge è stata approvata lo scorso mese, ma nel resto del paese è passata quasi inosservata.
Le autorità Etiopi sostengono di aver imposto tali divieti a causa di "problemi di sicurezza nazionale" e per proteggere il monopolio delle telecomunicazioni statali. Il paese ha un solo ISP di proprietà statale, Ethio Telecom, e per molto tempo, ai cittadini è stato filtrato l'accesso a Internet, per sopprimere i blog di opposizione e altre notizie in uscita.

Per quanto riguarda Skype ed altri servizi VoIP, la nuova legge non si limita a criminalizzarne l'utilizzo, ma il Ministero delle Tecnologie Informatiche e delle Comunicazioni ora ha "il potere di controllare e rilasciare licenze a tutte le aziende private che importano apparecchiature usate per la comunicazione di informazioni." Vale la pena notare che, come segnala TechCentral, la nuova legge proibisce anche "il traffico di dati audio e video attraverso i social media." Non è molto chiaro come il governo intende applicare questa restrizione, ma soltanto il potenziale rischio di passare 15 anni in prigione è probabile che riesca a tenere la maggior parte delle persone in Etiopia, lontane da Skype in tempi brevi.

Reporters Without Borders inoltre riferisce che Ethio Telecom ha installato un sistema per bloccare l'accesso alla rete Tor, che consente agli utenti di navigare sul Web in modo anonimo. L'organizzazione osserva che l'ISP, per filtrare il traffico, sta utilizzando la Deep Packet Inspection (DPI), un sofisticato metodo per il filtraggio delle reti.

Secondo le analisi sul filtraggio e sulla censura su Internet di OpenNet Initiative, l'Etiopia ha attualmente il secondo più basso tasso di diffusione di Internet nell'Africa sub-Sahariana ed appena 700.000 persone su 84 milioni di cittadini del paese hanno avuto l'accesso ad Internet nel 2010 (sono i dati più recenti disponibili). La velocità media di Internet in Etiopia, secondo Akamai, è attualmente 622 Kbps.


Voi cosa ne pensate? Cosa accadrebbe se succedesse un fatto del genere anche nel nostro paese? Qual è la vostra opinione?

Vi chiedo inoltre di condividere la notizia, in modo da alimentare una certa polemica a favore della libertà di Internet in Italia e nel Mondo!

3 commenti:

  1. Un gruppo di giovani operatori culturali italiani, tra cui la figlia di amici a me carissimi, sta per partire per l'Etiopia per un intervento in un'area rurale, mirato alla trasmissione di tecniche (agricole ma non solo) per l'autosufficienza delle popolazioni di quell'area. In interventi simili hanno la consuetudine, quando raggiungono una zona con un po' di connettività, di usare Skype per comunicare con l'Italia, con le famiglie e con i colleghi.
    Il divieto scandaloso e assurdo di cui dai notizia, coinvolge solo gli (sventurati) locali o si estende a chiunque nel paese, compresi gli operatori di Onlus internazionali ? O (come purtroppo ogni tanto avviene nell'universo mondo) è un modo per spillare quattrini (tipo obbligarti ad "abbonamenti" con la Telecom locale) ?
    Tutto questo naturalmente non diminuisce la nefandezza del fatto in sé.
    Grazie se troverai qualche notizia in più (la partenza è scaglionata, ma i primi hanno quasi le valigie pronte ... )
    Roberto

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  2. Ciao Roberto, io sinceramente non so se in caso di operatori Onlus si applica una qualche eccezione, poiché leggendo le varie fonti di questa notizia non ho trovato ulteriori dettagli.
    L'ipotesi della "Telecom locale" è da escludersi perché non ci sarebbe alcun motivo di fare un'operazione del genere visto che lì c'è un solo operatore (Ethio Telecom) che già si mette in tasca tutti i soldi che vuole!
    Queste restrizioni da parte del governo verso i suoi cittadini è una cosa davvero ignobile. Siamo fortunati noi che stiamo qui a scrivere.
    Bruno

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  3. Una vera vergogna, dei veri e propri padre padroni...
    per me violano di gran lunga i diritti umani alla libertà
    di agire e comunicazione, e meno male che siamo nel 2012!!!

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